Blackout per il caldo: fino a 300 euro di rimborso in bolletta, quando spetta e come ottenerlo

Le temperature record e l’utilizzo massiccio dei condizionatori stanno mettendo sotto pressione la rete elettrica italiana, aumentando il rischio di blackout anche di lunga durata.

In questi casi, molti consumatori non sanno di poter ricevere un indennizzo automatico direttamente in bolletta, senza dover presentare alcuna richiesta.

uomo controlla contatore luce
Blackout per il caldo: fino a 300 euro di rimborso in bolletta, quando spetta e come ottenerlo

Le regole sono stabilite da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che prevede un rimborso economico quando l’interruzione della corrente supera i tempi massimi consentiti.

Quando scatta il rimborso per un blackout

L’indennizzo è previsto per i clienti domestici con una potenza impegnata fino a 6 kW qualora il distributore non riesca a ripristinare il servizio entro gli standard fissati dalla normativa.

Il rimborso parte da 34,50 euro e aumenta progressivamente in base alla durata dell’interruzione dell’energia elettrica. Per ogni ulteriori quattro ore di blackout oltre il limite previsto viene aggiunto un importo di 17,25 euro, fino a raggiungere un massimo che può arrivare a circa 300 euro, a seconda della durata complessiva del disservizio e dei limiti stabiliti dalla regolazione vigente.

Il sistema si applica automaticamente fino a un massimo di 240 ore di interruzione. Superata questa soglia non sono previsti ulteriori aumenti dell’indennizzo.

Chi ha diritto all’indennizzo

Il rimborso non spetta in tutti i casi. Per beneficiarne è necessario che:

  • il cliente sia in regola con il pagamento delle bollette;
  • il blackout non sia stato causato da problemi imputabili all’impianto privato dell’utente;
  • l’interruzione superi i tempi massimi previsti dagli standard di qualità fissati da ARERA.

Le tempistiche di ripristino possono variare anche in base alla tipologia e alla dimensione del Comune in cui si trova l’utenza.

Come viene accreditato il rimborso

Uno degli aspetti più vantaggiosi della misura è che il cittadino non deve presentare alcuna domanda.

Il distributore di energia registra automaticamente la durata dell’interruzione e comunica i dati al fornitore, che provvede ad accreditare l’importo direttamente nella bolletta dell’utente.

Nella maggior parte dei casi il rimborso viene riconosciuto entro 60 giorni dal blackout. Se, invece, il disservizio interessa un numero molto elevato di utenze, come può accadere durante le ondate di calore estive, i tempi possono estendersi fino a 180 giorni.

E se il blackout provoca dei danni?

L’indennizzo automatico non sostituisce l’eventuale diritto al risarcimento dei danni.

Se l’interruzione della corrente provoca, ad esempio, il guasto di un frigorifero, di un condizionatore o di altri elettrodomestici, il consumatore può chiedere un risarcimento separato secondo quanto previsto dal Codice Civile.

Per ottenere il risarcimento sarà però necessario dimostrare il collegamento tra il blackout e il danno subito, conservando fotografie, fatture di riparazione, scontrini d’acquisto ed eventuali perizie tecniche.

Cosa prevede la normativa

La disciplina degli indennizzi automatici è contenuta nel Testo Integrato della Qualità dei Servizi Elettrici (TIQE), aggiornato con la delibera 617/2023/R/eel di ARERA.

L’obiettivo della normativa è garantire un livello minimo di qualità del servizio elettrico e tutelare gli utenti quando i tempi di ripristino della fornitura non rispettano gli standard fissati dall’Autorità.

Con l’aumento dei consumi energetici durante l’estate, conoscere queste regole può fare la differenza: in caso di blackout prolungato, il rimborso arriva automaticamente in bolletta, senza necessità di presentare alcuna richiesta.