Agenzia delle Entrate, attenzione ai rimborsi 730/2026: ecco quando il pagamento può essere sospeso

Chi aspetta il rimborso IRPEF derivante dal modello 730/2026 potrebbe dover fare i conti con controlli più approfonditi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In alcuni casi, infatti, l’accredito non arriva nei tempi previsti perché la dichiarazione viene sottoposta a verifiche preventive che possono posticipare il pagamento anche di diversi mesi.

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Agenzia delle Entrate, attenzione ai rimborsi 730/2026: ecco quando il pagamento può essere sospeso

Il provvedimento n. 182408 del 17 giugno 2026 ha definito i criteri con cui il Fisco individua le dichiarazioni da controllare prima di autorizzare l’erogazione del rimborso.

Chi rischia i controlli sul rimborso del 730/2026

Le verifiche preventive non riguardano tutti i contribuenti. L’attenzione dell’Agenzia delle Entrate si concentra soprattutto su chi ha modificato il modello 730 precompilato, inserendo o correggendo dati che incidono sul reddito dichiarato o sull’imposta da versare o da ricevere a rimborso.

Al contrario, chi ha accettato la dichiarazione precompilata senza apportare alcuna modifica, in linea generale, non rientra tra i soggetti interessati da questo tipo di controlli.

Le incongruenze che fanno scattare le verifiche

Uno dei principali elementi presi in considerazione riguarda la coerenza delle informazioni inserite nella dichiarazione.

L’Agenzia confronta i dati dichiarati con quelli già presenti nelle proprie banche dati, comprese le Certificazioni Uniche e le informazioni trasmesse da soggetti terzi come farmacie, università, enti previdenziali e altri operatori.

Se emergono differenze rilevanti tra quanto dichiarato dal contribuente e i dati già disponibili, la pratica può essere selezionata per un controllo più approfondito prima dell’erogazione del rimborso.

Anche la storia fiscale del contribuente pesa

Non conta soltanto la dichiarazione presentata nel 2026. L’Agenzia valuta anche il comportamento fiscale degli anni precedenti.

Chi in passato è stato destinatario di contestazioni, correzioni o irregolarità potrebbe essere sottoposto con maggiore probabilità ai controlli preventivi, anche se la dichiarazione attuale risulta formalmente corretta.

Rimborsi superiori a 4.000 euro: maggiore attenzione del Fisco

Esiste inoltre un’ulteriore situazione che può determinare verifiche aggiuntive.

Quando il rimborso IRPEF richiesto supera i 4.000 euro, la normativa prevede un livello di controllo più elevato prima dell’autorizzazione del pagamento.

Questa procedura si applica indipendentemente dal fatto che la dichiarazione sia stata trasmessa direttamente dal contribuente oppure tramite un CAF o un professionista abilitato.

Come funzionano i controlli preventivi

La disciplina è contenuta nel comma 3-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 175/2014.

Le verifiche possono essere effettuate attraverso controlli automatizzati, basati sull’incrocio delle informazioni già presenti negli archivi dell’Agenzia delle Entrate, oppure mediante la richiesta di documentazione utile a dimostrare la correttezza dei dati indicati nella dichiarazione.

Fino alla conclusione delle verifiche il rimborso rimane sospeso e non viene accreditato nei tempi ordinari.

Quando arriva il rimborso se scattano i controlli

Normalmente chi presenta il modello 730 entro i termini riceve il rimborso IRPEF direttamente in busta paga a partire dal mese di luglio, mentre per molti pensionati l’accredito arriva sul cedolino estivo.

Se invece viene avviato il controllo preventivo, i tempi si allungano sensibilmente.

La normativa stabilisce che le verifiche possano concludersi entro quattro mesi dalla scadenza ordinaria di trasmissione della dichiarazione, fissata al 30 settembre 2026, oppure entro quattro mesi dalla data di invio se questa è successiva.

Una volta terminati gli accertamenti, l’Agenzia delle Entrate procede al pagamento del rimborso, che dovrà comunque essere effettuato entro il sesto mese successivo alla scadenza prevista per la trasmissione del modello 730.

Cosa fare per evitare ritardi

Per ridurre il rischio di controlli è importante verificare con attenzione tutti i dati inseriti nella dichiarazione dei redditi e assicurarsi che siano coerenti con la documentazione disponibile e con le informazioni già trasmesse all’Agenzia delle Entrate.

In caso di modifiche al modello precompilato, è consigliabile conservare tutta la documentazione che giustifica detrazioni, deduzioni e variazioni apportate, così da poter rispondere rapidamente a eventuali richieste dell’Amministrazione finanziaria.