I pomodori sono tra gli alimenti più presenti sulle tavole degli italiani. Freschi, in insalata, sulla pizza, nei sughi o trasformati in passata, vengono consumati praticamente ogni giorno dell’anno.
Proprio per questo è importante prestare attenzione non solo alla qualità del prodotto, ma anche alla sua provenienza.

Un’indagine condotta in Francia ha infatti acceso i riflettori sulla presenza di residui di pesticidi in alcuni pomodori importati, evidenziando come quelli provenienti da due specifici Paesi presentino una maggiore frequenza di contaminazione.
L’indagine sui pomodori: cosa è stato scoperto
Lo studio è stato realizzato dalla rivista francese Que Choisir sulla base delle analisi effettuate dalle autorità sanitarie francesi tra il 2019 e il 2022.
Nel corso dell’indagine sono stati esaminati:
- 120 campioni di pomodori coltivati in Francia;
- 21 campioni provenienti dalla Spagna;
- 33 campioni importati dal Marocco.
Dai risultati è emerso che i pomodori provenienti da Spagna e Marocco presentavano una presenza più elevata di residui di pesticidi rispetto ai prodotti francesi.
In particolare, circa l’80% dei campioni importati dai due Paesi conteneva tracce di diverse sostanze fitosanitarie e, in circa il 40% dei casi, erano presenti composti classificati come possibili interferenti endocrini.
I livelli sono entro i limiti di legge, ma resta il tema dell’esposizione
È importante sottolineare che i quantitativi rilevati non superavano i limiti stabiliti dalla normativa europea. Questo significa che, secondo la legislazione vigente, i prodotti analizzati risultavano conformi ai requisiti di sicurezza alimentare.
Tuttavia, la presenza contemporanea di più residui di pesticidi continua a essere oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica, soprattutto quando si parla di esposizione ripetuta nel tempo.
Per questo motivo molti esperti invitano, quando possibile, a diversificare la dieta e a privilegiare prodotti provenienti da filiere controllate.
Anche in Italia arrivano pomodori da Spagna e Marocco
Sebbene la ricerca sia stata effettuata sul mercato francese, il tema interessa anche i consumatori italiani.
Nei supermercati e nei punti vendita italiani, infatti, non è raro trovare pomodori importati dalla Spagna e dal Marocco, soprattutto durante i mesi in cui la produzione nazionale è più limitata.
Per questo motivo è sempre consigliabile controllare con attenzione l’etichetta, dove è indicato il Paese di origine del prodotto.
Come ridurre l’esposizione ai pesticidi
Chi desidera limitare il più possibile l’assunzione di residui di pesticidi può adottare alcune semplici precauzioni:
- scegliere pomodori biologici certificati quando disponibili;
- preferire prodotti italiani e di stagione;
- acquistare, se possibile, direttamente dai produttori locali o nei mercati a chilometro zero;
- lavare accuratamente i pomodori prima del consumo.
Seguire la stagionalità non rappresenta soltanto una scelta utile dal punto di vista nutrizionale, ma permette anche di sostenere le produzioni locali e ridurre l’impatto ambientale legato alle importazioni.
Cosa sapere prima di fare la spesa
L’indagine francese non afferma che i pomodori provenienti da Spagna e Marocco siano pericolosi o fuori norma. I campioni analizzati rispettavano infatti i limiti previsti dalla legge.
La ricerca evidenzia però una maggiore presenza di residui di pesticidi rispetto ai pomodori coltivati in Francia, un elemento che può aiutare i consumatori a fare scelte più consapevoli.
Leggere sempre l’origine riportata sull’etichetta e preferire, quando possibile, prodotti freschi, locali e di stagione resta uno dei modi più semplici per acquistare con maggiore attenzione.


